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ILLUMINISMO, CAPITALISMO E VIOLENZA

  • Immagine del redattore: Gilberto
    Gilberto
  • 8 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Esiste una relazione forte e permanente tra la filosofia illuminista e l'arroganza del capitalismo oggi manifestamente impersonificata da Trump e dalle destre nazionaliste.


Nei primi anni '80 i giovani Yuppies di New York guardavano a Trump come a una sorta di semidio, un termine di paragone, un esempio a cui fare riferimento. L'emulazione era costante nelle posture, nell'esibizione vistosa e spesso pacchiana di abiti e accessori griffati, e unico obiettivo comune a tutti gli operatori di Wall Street era il denaro, comunque ottenuto, denaro a palate, montagne di denaro.

Al di là della mia personale esperienza di saltuario abitante e piccolo imprenditore nella Grande Mela in quegli stessi anni reaganiani, alcuni libri e film hanno perfettamente descritto l'ambiente della speculazione finanziaria, l'assenza di valori etici e morali, l'aggressività manifesta dei protagonisti, aggressività spesso favorita dall'uso di sostanze chimiche raramente lecite.

New York ad inizio anni '80 era divisa tra Yuppies di Wall Street che tiravano coca a non finire, palestrati alla Stallone gonfi di anabolizzanti, neri di strada che si esibivano in spettacolari acrobazie dopo abbondante uso di crack e un esercito di senza tetto, espulsi dalle loro case sia dalle ipoteche bancarie sia dall'avidità dei locatari, senza tetto tra i quali i più ricchi disponevano di un carrello della spesa in cui trascinare le proprie cose.

Era un delirio turbinante, violentissimo ed emblematico del modello economico e sociale che lo generava: il neoliberismo, figlio legittimo del capitalismo.


De Sade, Epstein & Trump

Leggendo un libro fortunosamente trovato su una bancarella, American Psycho di Bret Easton Ellis edito da Einaudi, ho ritrovato tutti gli elementi descritti nel paragrafo precedente con l'aggiunta di un particolare rilevante: la necessità inconscia del protagonista del romanzo di uccidere vittime casuali per appagare la propria carica violenta e ritrovare un passabile equilibrio mentale.

Di fronte al personaggio descritto non ho potuto non pensare al caso Epstein e alle torbidissime rivelazioni relative al mix di violenza estrema ed estrema sperimentazione sessuale che la cronaca ha recentemente, non senza difficoltà, riportato.

Inevitabilmente mi sono domandato se ciò che a suo tempo avevo scritto nella biografia di De Sade, ovvero che l'azione amorale del Marchese altro non fosse che l'estremizzazione della filosofia illuminista allora in fase di affermazione, non fosse applicabile “sic et simpliciter” alla manifesta amoralità di Wall Street e dei suoi massimi rappresentanti.


Illuminismo e Capitalismo

De Sade affermava, coerentemente con l'idea Illuminista che permeava la borghesia rivoluzionaria del tardo settecento, che se l'individuo è libero allora deve essere libero di agire la sua libertà senza alcun limite; che in un ambiente di Libertà vince chi sa affermare la propria volontà sui deboli; che l'individuo libero esercita la propria indiscussa libertà su persone deboli e pertanto sottomesse: l'identica logica del capitalismo, dove il forte mangia il debole esercitando semplicemente la propria libertà operativa, dove il forte (ad esempio banche e assicurazioni) impone le sue proprie regole e i deboli possono solo assoggettarsi, dove il forte (ad esempio l'industria) sacrifica il debole (i lavoratori) per raggiungere i suoi propri scopi e obiettivi.

L'Illuminismo definito da De Sade esalta l'aggressività dell'inconscio ben descritta ad inizio '900 dalla psicoanalisi di Groddeck e di Reich, e più velatamente da Freud, che all'inconscio che “abita il nostro corpo prima di noi” attribuisce la ricerca esclusiva del Potere come fine ultimo del proprio agire e manifestarsi.

L'Illuminismo perfettamente rappresentato da De Sade corrisponde perfettamente al Capitalismo attuale, plasticamente rappresentato “dalla follia e dall'imprevedibilità” trumpiana, una nuova forma politica che fa strame delle convenienze espresse dal Diritto internazionale e per anni ha convissuto con l'altra parallela aberrazione sessuale spionistica rappresentata da Epstein, in cui confluivano pedofilia, sesso estremo, tortura, omicidio e, si dice, antropofagia.

Quella rappresentata da Epstein e da Trump altro non è che la forma dell'economia disegnata dal liberismo e generata da quella filosofia illuminista a cui tutto l'Occidente fa esplicito riferimento.


Argomento vasto, politica attuale

Sarebbe oltremodo sciocco attribuire all'Illuminismo le forme eccessive assunte dai suoi sostenitori, come sarebbe sbagliato attribuire a Nietzsche le colpe del nazismo o a Marx quelle del comunismo: ogni filosofia può generare distorsioni barbariche ed è quindi necessario evitare di gettare via il bambino con l'acqua sporca, laddove il bambino sono le buone idee e l'acqua sporca le distorsioni nefande.

È però manifesto un elemento e si definisce anche nella politica attuale e corrente: se il legame tra Illuminismo, Capitalismo e Violenza è implicito allora occorre ricercare, attivamente e rapidamente, differenti modelli filosofici capaci di generare modelli sistemici, economici e sociali.

Appellarsi a semplici aggiustamenti in corso d'opera del modello corrente non serve ad affermare una società più solidale e più equa, e in questa lettura mi rivolgo in particolare a quei rappresentanti dello schieramento progressista che, purtroppo, fanno esplicito riferimento all'Illuminismo come forma filosofica strutturale della società che immaginano possibile o auspicabile.

Abbiamo bisogno, il campo progressista ha bisogno, di una diversa filosofia di riferimento, una filosofia che risponda alla domanda posta da Erich Fromm che chiedeva se destino dell'umanità sia diventare più umani o più produttivi, sostenendo l'umanesimo e l'umanità.

Ora che i danni del modello neoliberista, forma estrema e estremista del capitalismo, si manifestano nella politica trumpiana come negli Epstein Files, nel generale disagio sociale in cui sono immerse le nostre società occidentali, nelle forme della precarietà e della povertà crescente, è venuto davvero il tempo di cercare e proporre nuove soluzioni.



Per chi fosse interessato ai miei libri

Inside De Sade, biografia di un Illuminista


De Sade e il suo tempo: sesso morale e rivoluzione



 
 
 

1 commento


Linda
08 apr

Il legame tra Illuminismo e capitalismo moderno è affascinante e inquietante insieme, la celebrazione dell’individuo e della ragione, se privata di una bussola etica, sembra aver generato un sistema dove l’arroganza e la competizione estrema diventano valori da esibire. La descrizione degli anni ‘80 a New York mette in luce come denaro, potere e spettacolarizzazione della vita possano convivere con violenza reale e simbolica. Un monito su quanto il progresso economico senza equilibrio morale possa diventare distruttivo.”


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