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LA SCOMMESSA AFRICANA DEL RISO

  • Immagine del redattore: gil borz
    gil borz
  • 17 dic 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Una PMI vercellese, la SP di Stroppiana, definisce un accordo strutturale con il governo della Repubblica del Congo: un progetto che potrebbe invertire i termini della bilancia dei pagamenti dell'immenso paese africano e generare consistente occupazione nell'industria agroalimentare piemontese.


L'accordo è passato un po' sotto traccia nella comunicazione mainstream, eppure è uno di quei contratti che possono cambiare strutturalmente intere aree economiche di Paesi diversi e lontani.

In estrema sintesi l'accordo prevede che la società italiana, la SP di Stroppiana (VC), fornisca consulenze e know-how al governo congolese per sviluppare la produzione di riso in quel Paese in cui le condizioni climatiche consentono tre raccolti annuali, mentre l'estensione territoriale (il Congo è grande quasi quanto l'Europa occidentale) afferma la possibilità di trasformare il Congo da abituale importatore di riso a esportatore netto, modificando in meglio la struttura del bilancio statale.

Anche solo considerando il fatto che il riso è il secondo alimento abituale per l'80% della popolazione congolese l'accordo sarebbe di per sé soddisfacente ma aggiungendo la possibilità di esportare dal Congo al resto dell'Africa il riso di qualità prodotto grazie alla nuova partnership, il vantaggio si estenderebbe agli altri Paesi importatori non dovendo assorbire i costi di trasporto da India e Bangladesh, attuali partner principali in materia di cereali.

Evidenti, eraltro, anche i vantaggi per la PMI italiana, specializzata nella commercializzazione di Risi di qualità e di preparati per la preparazione alimentare a base di riso, che disporrebbe, in virtù della partnership avviata, di un fornitore qualitativamente garantito e dalla produzione straordinariamente esuberante rispetto a quella derivante dalla risicultura tradizionale vercellese.

Un'abbondanza di prodotto che consentirà di sviluppare una sempre maggiore gamma di derivati agroalimentari a base di riso capaci di offrire al mercato alimentare, ma anche a quello salutista, una varietà di prodotti che fino ad oggi sono stati territorio inconstrastato della confinante industria agroalimentare pavese, offrendo così la possibilità all'economia territoriale di sviluppare in misura rilevante aree di esportazione di riso e di derivati anche verso mercati fino a ieri impensabili.

La diffusione del riso nel mondo come alimento primario è comparabile solamente a quella del mais o del grano: il riso è alimento primario per oltre il 50% della popolazione mondiale, il grano è prevalente nell'occidente (base per pane, pasta e pizza), mentre il mais è il cereale più diffuso per peso e dimensione, anche grazie al vasto mercato dell'alimentazione animale.

L'accordo, in poche parole, definisce una relazione “win-win” in grado di soddisfare entrambi i contraenti in misura notevole e consistente; una vera partnership che dovrebbe, a nostro avviso, fare da battistrada alle altre molteplici opportunità offerte da una visione non più colonialista delle relazioni tra Italia e Africa.


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