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L'APPELLO DI SCHEDA

  • Immagine del redattore: gil borz
    gil borz
  • 6 gen
  • Tempo di lettura: 3 min

Il Sindaco di Vercelli si appella alla cittadinanza e ai Comuni limitrofi e chiede una mano per riavviare l'economia locale. Un atto di debolezza politica che si unisce alla resistenza all'ascolto delle proposte che da anni vengono inviate.


E adesso, pover'uomo?” recitava il titolo di un noto romanzo. Si potrebbe attribuire il medesimo titolo, politicamente parlando, al Sindaco di Vercelli che ha finalmente realizzato il circolo vizioso di un'economia territoriale che, declinando, determina minori risorse erariali rendendo manifeste le difficoltà economiche che, in proiezione temporale, potrebbero attanagliare l'economia comunale.

Promosso al ruolo di Sindaco da una maggioranza più che solida l'Avvocato Scheda si è trovato ben presto a dover gestire da un lato la realizzazione delle opere avviate attraverso il PNRR, opere realizzate a credito, con un prestito molto agevolato che bisognerà restituire, e dall'altro lato l'evidenza di un'economia territoriale sempre più asfittica, con un centro urbano che si va desertificando e un cambiamento epocale nei modelli distributivi che hanno posto in difficoltà anche i grandi centri commerciali.


GLI ERRORI DEL RECENTE PASSATO

In uno scenario di economie globali e iper tecnologiche l'economia rurale di Vercelli basata sulla coltivazione in capo a poche famiglie di un unico cereale di base, sorta di contemporaneo latifondismo in sedicesimo, non solo non ha portato benessere attraverso la redistribuzione del reddito ma, proprio a causa delle concorrenze globali sul mercato dei cereali, ha ridotto le marginalità dei proprietari terrieri e la relativa fiscalità.

Aggiungiamo la miopia acuta delle precedenti Giunte Comunali che hanno preferito premiare la Grande Distribuzione Organizzata rispetto al Commercio di Vicinato o ad altre imprese produttive e manifatturiere e in ben pochi casi hanno sostenuto la realizzazione di importanti plessi logistici a cui il territorio è, geograficamente, idoneo: il risultato è un'economia recessiva, un livello occupazionale basso, un aumento della domanda di Cassa Integrazione Guadagni e, in generale, un impoverimento.


SAPERE ASCOLTARE

Altro difetto non di poco conto risulta essere l'incapacità di ascolto delle proposte della base che sia il Comune che la Provincia hanno esibito nell'esercizion delle ultime amministrazioni: malgrado le affermazioni pre-elettorali tese a definire l'attenzione alle proposte nulla è stato recepito, e a volte al nulla ha fatto eco anche una certa supponenza (o semplice maleducazione) evitando persino di dare risposta alle proposte avviate. A volte, riteniamo, un po' di modestia sarebbe necessaria anche se quella dote, insieme con la volontà di porsi al servizio della comunità, non sembra proprio fare capo ad alcun esponente della maggioranza.


ZTL E PATTO CON NOVARA

L'ultima risorsa si gioca con l'idea di incrementare la ZTL, argomento di cui VercelliDomani ha già ampiamente trattato negli scorsi giorni, senza apparentemente prevedere un consistente incremento del Trasporto Pubblico Locale e di adeguate aree di interscambio modale tra traffico privato e pubblico. Inoltre Vercelli chiede a Novara di avviare forme di partenariato nelle aree di confine territoriale in modo da ospitare nuovi insediamenti produttivi, insediamenti che a Novara e Provincia sono consistenti mentre nel vercellese fino a ieri sembravano poco graditi.

Sono carte deboli, in entrambi i casi.

La prima, quella della ZTL, perché se non è integrata con un disegno di rilancio turistico, residenziale, trasportistico e sistemico ha di per sé poco senso non riuscendo a sviluppare una domanda esterna (flussi di visitatori per eventi, movida giovanile nei fine settimana) ma, caso mai, sostenendo la decrescente attività interna, ovvero riducendosi ad un'ennesima operazione di maquillage tanto onerosa quanto superflua.

La seconda perché dimostra come la miopia precedente abbia penalizzato il territorio e, soprattutto, come la primazia dell'economia cerealicola nelle visioni strategiche del territorio, un'economia incapace per propria struttura di redistribuire redditi alla comunità, sia ormai divenuta un oneroso orpello che rischia di impedire lo sviluppo dell'economia locale.

Per quanto a molti piacciano, giustamente, i panorami delle risaie ci si permette di notare che quei panorami non hanno mai sviluppato modelli turistici di interesse economico (l'eccesso di zanzare allontana qualsiasi volonteroso turista) né sono stati motore di insediamenti produttivi agroalimentari capaci di generare occupazione diffusa: quella del riso è un'economia chiusa di cui la complessità economica competitiva non definisce l'utilità.


LE LINEE GUIDA

Serve ora che il Sindaco e la sua Giunta definiscano con chiarezza le Linee Guida dello sviluppo territoriale. Serve una piattaforma condivisa sulla quale costruire progettualità operative. Serve divenire protagonisti e non spettatori, attori del proprio rilancio e non soggetti passivi che aspettano che qualcuno bussi alla porta.

Ci auguriamo che dal Palazzo di Città giungano segnali chiari e positivi.



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