FARE TURISMO A VERCELLI
- gil borz

- 2 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Leggo un interessante intervento dell'amico Josep Ejarque, già Destination Manager della Barcellona Olimpica e di Torino, oggi di Amalfi e esponente di punta del DMO in Italia, in cui il collega (siamo stati entrambi docenti di marketing del turismo in facoltà differenti) scrive così:
“Per anni si è pensato che una destinazione turistica si costruisse con eventi, rassegne, festival, campagne di promozione, ecc.
Oggi non funziona più così: il turista contemporaneo non cerca la “cosa da fare”, ma la cosa da essere: vuole atmosfere, autenticità, comunità, stili di vita, elementi identitari, storie vere, luoghi che parlano. In una parola: essenza.
Questo significa che un sindaco, assessore o amministratore locale deve cambiare approccio: non può limitarsi a “fare turismo”, deve costruire la destinazione.
E una destinazione viva nasce da una comunità viva.”
L'articolo si estende ad altre indicazioni, in cui non secondaria è l'indicazione di attenzione estrema all'efficienza dei servizi locali, del decoro urbano e dei trasporti locali, elemento quest'yltimo che a Vercelli risulta, a mio avviso, piuttosto carente, ma desidero trarre spunto dall'intervento di Ejarque per suggerire elementi a mio avviso fondamentali sempre che si voglia sviluppare il Turismo in città.
1 – RISO : l'idea di una Fiera specialistica va benissimo, ma deve coinvolgere il sistema ristorativo urbano: il turista che arriva deve trovare nei ristoranti, e non all'interno della fiera, le specialità gastronomiche a base di Riso: la Fiera funziona se coinvolge il tessuto urbano, non se è centralizzata; la Fiera funzionerebbe anche meglio e potrebbe essere ripetuta, se in città vi fosse un Museo del Riso, capace di raccontare i modelli di coltivazione, la vita dei coltivatori, l'epopea delle mondine e delle relative battaglie sindacali, l'adattabilità del Riso per la nutrizione umana eccetera,
2 – UN'IDEA DI VERCELLI: realizzando il libro fotografico omonimo ho individuato come i “percorsi architettonici” di Vercelli definiscano un più che valido percorso storico, dalle origini romane al medioevo, dal rinascimento al risorgimento, che può essere definito come “chiave di lettura” del turismo proponibile in città. Non “città d'arte” come altre migliaia di destinazioni italiane, ma Città del Trascorrere del Tempo in cui raccontare l'evoluzione storica attraverso i lasciti architettonici.
3 – ARTE A VERCELLI: non uno slogan basato esclusivamente sull'arte racchiusa in pregevoli Musei o in splendide Chiese, ma arte esposta, partecipata, prodotta dai tanti artisti presenti in Città a cui affidare gli spazi vacanti dei negozi per ravvivare e attribuire un senso di visita alla città da parte di un mercato di appassionati d'arte, un mercato ad alto potenziale di spesa.
Se siamo in cerca di idee per sviluppare economia a Vercelli queste indicazioni specificano opportunità a basso costo di attivazione e ad ampio ritorno potenziale, sempre che si sappia e si voglia comunicare il Turismo verso i bacini di Domanda potenziale.
Il mio compito di stimolatore finisce qui, ora la palla passa alla politica.




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